Lug
29
2022

Lugnasa tra gratitudine e disperazione

Scritto da Administrator Ultimo aggiornamento (29 Luglio 2022)
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Lughnasa si sta avvicinando velocemente! Mentre scrivo questo breve articolo, stanno sbocciando tutti i fiori estivi come la lavanda e l'ibisco, i pomodori stanno esplodendo con i loro primi frutti verdi e i lamponi sono maturi. La lavanda, ovviamente, è un grande favorito di api, farfalle e li attirerà continuamente, magari anche le fate. I campi di grano locali sono già gialli mentre gli steli di grano si stanno seccando al sole.

Sono stato al passo con gli eventi nazionali e mondiali e mi ritrovo in bilico tra gratitudine e disperazione.

Sono grato che Madre Natura , sta continuando a produrre erbe selvatiche e commestibili, fiori e prodotti da orto, il tutto contornato dal canto degli uccelli che solcano i miei cieli.




Ammetto che sono abbastanza preoccupato per i segnali evidenti del cambio climatico, la siccità e la trasformazione dei nostri mari, è proprio notizia di pochi giorni fa di un enorme invasione di meduse urticanti, attratte dal mare sempre più caldi.

I leader del nostro paese che giocano con le sue sorti, cercando continuamente di distogliere l’attenzione dai veri problemi vitali del popolo e dopo sfiduce e cadute di governo ci ritroviamo pronti all’ennesima battaglia che non porterà a nulla di buono tranne che nuovi e probabili sofferenze dei più deboli.
Nel frattempo ad est la grande guerra dell’anno non si è ancora placata.

A volte pare che la storia antica si ripresenti come un grottesco teatrino e pur avendo superato più di duemila anni di sipario, la mentalità e le circostanze sembrino non cambiare mai, tranne che nei suoi costumi.

Nei tempi antichi Lughnasa era un periodo di tensione e preoccupazione. I raccolti erano non ancora del tutto maturi e non si sapeva con certezza se ci sarebbe stata abbastanza pioggia oppure troppa da rovinare i frutti e le coltivazioni. Come per tutte le antiche feste della Terra, erano richiesti rituali per placare gli spiriti della natura. Contemporaneamente si tenevano grandi fiere e concorsi; concorsi di musica, poesia, arte e gare di cavalli. Era anche il momento migliore per il matrimonio, perché si conosceva per certo se il coniuge prescelto era abbastanza intelligente da aver creato un gregge o un giardino sano e produttivo.
Anche le guerre e le dispute avvenivano in questo periodo, oppure venivano firmati contratti e tregue.
Nell’Inghilterra celtica, in Gallia e in Irlanda, la divinità dell'occasione era Lug (Lugus, Lugh) il quale era associato al festival di Lughnasad che lui stesso fondò in onore della sua madre adottiva Tailtiu che era morta di fatica dopo aver ripulito il Bosco di Cuan in Irlanda, al fine di preparare il terreno per l’aratura. Feste simili di Lúgnasa si tenevano in Scozia, in onore della locale divina Dea Madre della terra. Lugh era anche maestro di ogni arte. Nel periodo cristiano c'erano molti luoghi sacri associati a Lugh riconsacrati poi a San Michele.

Ripensando al passato e paragonandolo alle vicende odierne, non trovo poi moltissime differenze, forse oggi è anche peggio.

Non sempre ci ricordiamo di celebrare chi si è sacrificato per noi!

Non mi stancherò mai di ripetere il concetto che l’uomo moderno ha perduto di molto la connessione con la Natura.
Probabilmente le antiche offerte agli spiriti del luogo non erano solo delle pratiche superstiziose ma una forma di ringraziamento ed interscambio “energetico” con tutto ciò che ci circonda, un lavoro rituale per creare una particolare stato mentale per meglio affrontare il susseguirsi del ciclo stagionale e vitale.

La maggior parte degli uomini oggi hanno perduto quest’idea di offerta/sacrificio e non mi meraviglio che tutto  vada così male….a Ramengo!

Alcune culture hanno mantenuto, almeno nella memoria, alcune pratiche devozionali come quella di offrire il burro agli spiriti delle acque per preservare il bestiame.
Legare dei nastri agli alberi di sorbo, sempre per la protezione donare dei pani per il popolo delle fate per rabbonirli delle mancanze degli umani.
Ogni corso d’acqua o firme che sia ha una dea protettrice e a lei dovrebbero essere donate proprio a Lugnasa, fiori, frutta ma anche monili in argento o altri oggetti preziosi.
In alcune zone la festa segna la celebrazione delle 'primizie' del raccolto e il taglio rituale del primo covone di grano nuovo ma bisogna sempre ricordarsi di lasciare un piccolo triangolo dell’ultimo campo intatto per le fate.

Parte dell’ultimo covone dovrebbe essere conservato per alimentare il bestiame da lavoro ed i nuovi nati la mattina di capodanno  per trasferire la fortuna ed il successo del raccolto dell’anno a venire.
Bambole e animali di paglia vengono modellati come amuleti per la fortuna da appendere fuori dalle magioni.
Anche ingerire un chicco di grano dell’ultimo covone ci ricollega, non solo al mito diTaliesin, ma al concetto della rinascita dello sSpirito del grano e quindi della continuità della vita.

La pioggia a Lugnasa è una benedizione speciale ed un ottimo presagio, ed oggi sarebbe più che un ottimo presagio!


Ossian