Mar
18
2016

Riflessi

Scritto da Administrator Ultimo aggiornamento (18 Marzo 2016)
PDFStampaE-mail

 

 

Ti sei protesa con braccia gracili e magiche, Signora Notte.

Quando l'acqua reclama un grembo di luce, Tu ne plasmi le forme, Oscurità.

Le foglie del cielo, gremite d'arancio, hanno trovato pozze di candore, Neve.

 

 

Giunse poi il tempo del nascituro, scivolato tra le dune della morte.

Corone ed eterno smeraldo, in piume di cervo hanno ricamato l'inverno.

Non abbiamo pianto, o forse sÏ, Madre Silente?

La quiete ha concesso riposo a molti di noi.

Il gelo ha custodito le scintille di vita, Signor Inverno.

Il vagito d'agnelli ed il cinguettÏo di freschi petali han ridestato il vento e le maree.

Questo danzare di destra e manca, lo chiameremo, allora, Equinozio?

Tra la pioggia ed il sole, vi sar‡ ancora una contesa scherzosa.

Saranno essi il metronomo dei passi leggiadri e due perfette met‡ ritrarranno il mutamento.

Sentiremo i piedi nella terra, ascolteremo la mente tra le fronde delle nuvole.

Troppi fiori hanno colorato di già le pareti della Terra, possiamo gioire?

Alban Eilir, di chiarore esalta il sapore e di fanciullezza sottolinea spessore.

 

Adelfo