Giu
22
2011

FAQ

Scritto da Administrator Ultimo aggiornamento (19 Agosto 2011)
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  1. I druidi credono in Satana?
  2. I druidi sono vegetariani?
  3. I druidi sono cannibali?
  4. I druidi fanno sacrifici?
  5. Come si inseriscono i druidi nella società?
  6. I druidi del XX° sec. Sono discendenti ed eredi dei druidi antichi?
  7. I Druidi sono Cristiani? E Mussulmani?
  8. I Druidi vengono da Atlantide?
  9. Bisogna essere iniziati per intraprendere il percorso druidico?
  10. Il druidismo è riconosciuto dallo Stato?
  11. Quanti sono i Druidi in Italia e all'Estero?
  12. Il Druidismo è una religione?

 

 

I druidi credono in Satana?

No. Credere in Satana significa anche credere nel dio cristiano, ma i druidi non sono cristiani. Inoltre nel druidismo non esiste un concetto di male assoluto. Non abbiamo divinità esclusivamente votate al male: il Divino ha più volti, allo stesso tempo luminosi ed oscuri. L'errore di associare i druidi a Satana nasce probabilmente dal fatto che il dio Cernunnos viene raffigurato con un palco di corna di cervo in fronte e zampe caprine. Egli è infatti il dio degli animali e delle foreste, un dio virile e selvaggio, che non ha assolutamente nulla a che vedere con l'angelo caduto.

 I druidi sono vegetariani?

Non esiste nessuna regola che imponga ad un druido di non cibarsi di carne animale. La scelta è assolutamente personale; è quindi possibile che un druido sia vegetariano, come onnivoro.

 I druidi sono cannibali?

No. Il cannibalismo è una pratica del passato e tale deve rimanere. In ambito storico celtico, vi sono delle ipotesi secondo le quali pare che venisse mangiata carne umana durante alcuni tipi di rituali, ma non vi sono conferme a riguardo. In ogni caso, appunto, i druidi moderni non praticano assolutamente il cannibalismo.

 I Druidi fanno sacrifici?

Secondo svariate fonti storiche ed archeologiche (non solo fonti scritte romane) i druidi antichi erano soliti fare sacrifici, sia animali che umani. Innanzitutto sarebbe bene sottolineare come la grande maggioranza dei culti antichi prevedesse dei sacrifici di sangue di varia entità a seconda dell'importanza della celebrazione. In alcuni casi i sacrifici erano motivati dalla pratica di vaticini basati sui visceri degli animali uccisi ritualmente, altre volte erano celebrativi (ad esempio nel caso dell'incoronazione di un re).
I sacrifici umani pare fossero limitati a casi rarissimi e si potrebbe supporre che la vittima designata fosse consenziente, visto che la concezione della morte presso le popolazioni celtiche differiva profondamente dalla nostra, data la credenza nella reincarnazione.
In altri casi, le vittime umane erano fuorilegge che venivano chiusi in grandi strutture in legno e vimini dalla forma antropomorfa (Wicker Man) a cui veniva appiccato il fuoco. Difficile a credersi per noi oggi, ma presso le culture celtiche esistevano punizioni peggiori della morte, come riportano le fonti, soprattutto il bando dal Clan o la sospensione, da parte dei druidi, del permesso a fare e a partecipare ai momenti di culto e ai sacrifici rituali.
Al giorno d'oggi la situazione è naturalmente ben diversa. Il moderno movimento druidico muove innanzitutto dal più profondo rispetto per la Madre Terra ed ogni cosa che in essa abita. Non esistono più sacrifici di sangue di alcun tipo. Ma se vogliamo vedere il sacrificio nei termini di "offerta", molte cose dunque possono essere intese come tale, sia all'interno di un rituale che fuori. Nella vita di ogni giorno i druidi offrono i loro pensieri, i loro sforzi, le loro conoscenze ed il loro tempo mettendoli a disposizione degli altri (nel proprio Cerchio o in altro modo). In termini rituali, infine, le offerte – alle divinità, agli spiriti, agli antenati – vengono fatte sotto forma di prodotti della terra (vino, succhi, birra, erbe, frutta, cereali...).

Come si inseriscono i druidi nella società?

Se guardiamo ai tempi antichi possiamo riassumere l'importanza del ruolo dei druidi all'interno della società celtica citando lo studioso Jean Markale, che sottolinea più volte come la società celtica non potrebbe aver avuto senso senza la figura dei druidi (tradizionali, ovviamente) e viceversa. I druidi erano saggi, filosofi, consiglieri, legislatori, giudici, insegnanti, medici, aruspici, mistici, ambasciatori e molte altre cose, oltre che – ovviamente - ricoprire il ruolo più specificamente spirituale/sacerdotale. Svariate fonti indicano con buona precisione i ruoli e le funzioni dei druidi in molti campi. Per avere un'idea della loro rilevanza basti sapere che nemmeno i re o i capi clan parlavano in assemblea prima dei loro druidi od agivano senza loro consiglio e approvazione.
Le persone che oggi scelgono di intraprendere il percorso druidico (o meglio neo-druidico) sono persone di ogni sesso, razza, nazionalità, età, e lo fanno in base una scelta squisitamente personale. Una scelta che può avere alla base molte ragioni in termini spirituali e religiosi, ma anche legati all'arte, alla conoscenza, all'ecologia etc. I druidi di oggi si sono messi in cammino per giungere ad un progressivo miglioramento di sè stessi e per collaborare al miglioramento della Vita (intesa in termini molto ampi) degli altri e del Pianeta. La collocazione all'interno della società può dunque variare da quanta visibilità si scelga di avere e a quali attività pubbliche si voglia partecipare: alcuni druidi si trovano a capo di famose organizzazioni specificamente druidiche, altri magari militano per l'ambiente, moltissimi altri scelgono un Sentiero primariamente solitario e silenzioso. Ogni scelta è rispettabile.

I druidi del XX° sec. Sono discendenti ed eredi dei druidi antichi?

No, non direttamente se intendiamo la discendenza e l'eredità in termini di continuità. Il periodo storico che vede la scomparsa dei druidi è complesso e probabilmente la loro scomparsa non è stata definitiva o fattuale in tutte le aree dove essi erano presenti. Vi sono svariate ipotesi su dove, come e in che misura si siano mantenute le loro conoscenze, gli insegnamenti, la filosofia. Ma non è possibile citare alcun documento diretto e nessuna discendenza accertata, sebbene negli anni passati alcuni abbiano tentato di legittimare la loro posizione all'interno del rinato movimento druidico basandosi su suddetti documenti e scoperte.
Volendo essere precisi, infatti, al giorno d'oggi si parla di neo-druidismo, indicato quasi sempre col termine di "druidismo" per questioni di semplicità e brevità.
Lasciando a parte documenti e continuità storica, i druidi moderni si possono considerare discendenti ed eredi dei druidi antichi in termini spirituali, religiosi, cultuali, filosofici e dei valori di rispetto che essi desiderano fare propri e portare avanti.

I Druidi sono Cristiani? E Mussulmani?

A partire dal primo millennio a.C. l’Europa fu oggetto di colonizzazione da parte di popolazioni che dagli antropologi vengono definite Indoeuropee. Queste popolazioni si spinsero fino alle regioni centrosettentrionali dell’Italia oltre che alle Isole britanniche e gran parte del bacino del Mediterraneo. Erano gli antenati dei Celti. I Druidi e le Druidesse erano i loro sommi sacerdoti, uomini e donne saggi e colti, che ricoprivano ruoli di vitale importanza nella società celtica. La collocazione temporale della comparsa di queste tribù in tutta Europa (XII secolo a.C.) è dimostrata scientificamente da numerosi reperti e, di fatto, esclude la possibilità che la Religione dei Druidi avesse avuto origine da quella Cristiana e Mussulmana. Per l’Europa in particolare bisognerà attendere il 372 d.C. e Martino, Vescovo di Tours, per assistere ad un vero e proprio apostolato rurale. Gli insegnamenti dell’Islam invece arriveranno diversi secoli più tardi, a partire dal VI secolo d.C. Oggi l’eredità spirituale degli antichi Druidi è stata raccolta dal Neodruidismo (o per convenzione Druidismo) e proprio come allora è una religione pagana, politeista, al contrario di Cristianesimo ed Islam che sono invece religioni monoteiste, rivelate dagli insegnamenti di Profeti o da Libri direttamente trasmessi da Dio a prescelti che avevano il compito di divulgarli alle masse. Per i Druidi la divinità risiede in ogni essere vivente e nella Natura, che è Madre e Nutrice, alla quale era dovuto il massimo rispetto. Per questo motivo non hanno mai sentito il bisogno di erigere templi in onore delle divinità. I Druidi sono i Sacerdoti ai quali è concesso trarre insegnamenti e saggezza direttamente dalla Vita che li circonda e ispirazione dall’Awen (emanazione divina che tutto permea). Il rapporto con la Natura non è di conflitto, ma di armonia. In passato le loro osservazioni dei cicli del Sole e della Luna garantivano preziose indicazioni per le procedure agricole, il computo del tempo, le celebrazioni rituali delle feste della ruota dell’anno. Tra gli insegnamenti di questi straordinari Sacerdoti i più importanti sono sicuramente il rispetto per le credenze altrui e la tolleranza, quindi sebbene il Monoteismo abbia pochissimi punti in comune con la visione che i Druidi hanno dell’Universo e delle leggi che lo governano, a nessun Druido o Druidessa è vietato abbracciare insegnamenti di altre religioni.

 I Druidi vengono da Atlantide?

Lo Scéal Tuáin meic Cairill ("Storia di Tuán figlio di Cairell"), racconto medievale irlandese del IX secolo d.C., narra di popolazioni con abilità particolari che dopo essersi recati nelle isole boreali per apprendere gli insegnamenti dei Druidi, giunsero dal mare a bordo di formidabili imbarcazioni per combattere gli invasori Fir Blog e riprendersi la propria terra, l’Irlanda. Erano i Túatha Dé Danaan (figli della Dea Danu o Dana). Nasce così il mito dei Druidi originari di Atlantide. In realtà Atlantide è un’isola leggendaria menzionata per la prima volta da Platone nei dialoghi “Timeo e Crizia”. Nel racconto Atlantide era descritta come una potenza navale situata oltre le colonne d’Ercole che conquistò gran parte dell’Europa Occidentale e dell’Africa approssimativamente nel 9600 a.C. Dalla comparsa del mito fino ai nostri giorni studiosi di molti paesi hanno cercato invano possibili ubicazioni o reperti che potessero essere testimonianze dell’esistenza di Atlantide. Sono state formulate numerose teorie ed ipotesi ma nessuna ad oggi è stata purtroppo validata scientificamente. Il mistero ed il fascino che avvolgono ancora la figura del Druido si devono principalmente alle pochissime informazioni che ci sono giunte sulle loro origini, ma che ci permettono comunque di ipotizzare un legame tra gli Sciamani delle popolazioni presenti in Europa prima del XII secolo a.C. e i sacerdoti delle popolazioni di stirpe Indoeuropea che arrivarono in quel secolo in quei territori.

Bisogna essere iniziati per intraprendere il percorso druidico?

L'approccio alla Via Druidica può avvenire attraverso strade differenti, ma l'iniziazione solitamente avviene in seguito a un periodo di "studio" e pratica con persone più esperte, la cui durata è soggettiva ed estremamente variabile.
Solitamente nella Via Druidica ci sono due tipi di iniziazione: quella che viene impartita da un Maestro incarnato e le Iniziazioni che avvengono attraverso gli Spiriti.
Nel primo caso si intende un riconoscimento ufficiale del livello raggiunto davanti alla Comunità; nel secondo caso, l'Iniziazione ha un carattere estremamente personale ed intimo, ed esprime il rapporto di fiducia che la persona sviluppa e poi mantiene nel tempo con le Entità Invisibili che rivestono un ruolo di primaria importanza in questo Cammino.
Con Entità Invisibili si intendono gli Spiriti della Natura, Gli Antenati, Le Guide Illuminate sul Piano Astrale, gli Animali di Potere ed ovviamente gli Antichi Dei.
Le Iniziazioni costituiscono senza dubbio delle tappe importanti nel Percorso Druidico: essendo una Tradizione Misterica implicano una Rivelazione dei Segreti all'Iniziando. Occorre comunque sottolineare che la cosa più importante non è il momento stesso del Rito di Passaggio, bensì il Percorso che conduce ad esso e che l'Iniziazione è un punto di partenza e non di arrivo.

Il druidismo è riconosciuto dallo Stato?

Il druidismo non è ancora una religione riconosciuta dallo Stato Italiano, di conseguenza non estitono festività, rituali o luoghi di culto riconosciuti all'interno del nostro paese.
Nonostante questo, la libertà di culto permette ai "Druidi" di seguire il loro cammino religioso senza incorrere in persecuzioni o crimini.

Quanti sono i Druidi in Italia e all'Estero?

Non essendo il druidismo una religione riconosciuta, non sono disponibilii registri ufficiali da cui trarre un numero di fedeli.
Detto questo, negli anni '90 le religioni pagane, tra cui il Druidismo, si sono espanse in Italia e all'Estero (per lo più Europa), permettendo così di creare numerosi gruppi ed associazioni, che hanno attirato al loro interno molto persone.
Ad oggi il Druidismo si è ampiamente espanso, soprattutto all'interno delle nuove generazioni che sembrano apprezzare particolarmente il contatto con la Natura e un cammino privo di costrizioni ed obblighi.
Il movimento druidico si è concentrato soprattutto in Inghilterra, Irlanda e Bretagna, luoghi dove la storia antica dei Druidi ha una maggiore predominanza.
Questa corrente poi si è espansa anche oltre Oceano, nel nord degli Stati Uniti e soprattutto in Canada.
In Australia e Nuova Zelanda invece il numero di fedeli che segue questo percorso è stimato intorno alle migliaia di persone.

Il Druidismo è una religione?

Se definiamo la 'religione' come una pratica spirituale che coinvolge la devozione, la riverenza e il culto di divinità o di un principio divino, allora la tradizione druidica è una religione.
Tuttavia molti druidi non amano utilizzare il termine "religione" in quanto viene ricollegato ad associazioni gerarchiche,dogmatiche e liturgicamente basate sul monoteismo rivelato, per questo la parola stessa e' evitata. SI preferisce usare il termine "spiritualità" ma stà di fatto che il Druidismo è una religione.