Gen
05
2019

I giorni dei presagi e la Befana

Scritto da Administrator
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Per molti il periodo delle festività invernali, natalizie o solstiziali, rappresentano soprattutto un periodo di riposo o una vacanza completa, vedi ad esempio i nostri studenti con le scuole chiuse dal 22 Dicembre al 6 di Gennaio.

In questi giorni, diciamo, tranquilli possiamo veramente prepararci sia fisicamente che spiritualmente  al nuovo anno che verrà, anche se io sono consapevole che in realtà il mio nuovo anno è iniziato con il Samonios e l’ingresso della parte oscura dell’anno.

Nella tradizione nordica ed europea si parla delle 12 notti di Natale, c’e’ anche una famosa canzone che fa parte delle carols natalizie più famose“ Twelve days of Christmas”, ma cosa rappresentano questi giorni o meglio notti?

 

 

Nel calendario liturgico antico gregoriano la festa del Natale (25 dicembre) reggeva completamente da solo la sacralità suprema e quindi i dodici giorni successivi iniziavano dal 26 che è il primo giorno siano al 6 Gennaio che è la dodicesima notte o il dodicesimo giorno di Natale.

Cosa rappresentano per noi questi giorni? Quale mistero nascondono?

Ancora oggi nei paesi come  Bretagna e Galles, i dodici giorni di Natale segnano i giorni intercalari dell’anno e sono chiamati “i giorni delle profezie” ed hanno uno scopo speciale.

Questi giorni intercalari sono in realtà i giorni trascorsi dal computare l’anno solare e nei calendari di tutto il mondo sono speciali perché considerati “ i giorni fuori da tempo” come per la tradizione celtica della magia degli intermedi oppure il conteggio del calendario celtico/ druidico sono presenti i così detti giorni intercalari oppure fuori dal tempo.

E’ in questo intervallo tra il conteggio ordinario dei giorni che in molte mitologie sono stati concepiti e nascono gli Dei, compresa quella irlandese, dove Oengus Og, il giovane Angus, viene concepito, nasce e cresce a Brug na Boinne tutto in un giorno solo grazie alla magia del dio Dagda.

In questi dodici giorni si nasconde un meraviglioso segreto che potrebbe ben interessare  tutti coloro che rifiutano la tradizione cristiana, poiché ciascun giorno è assegnato ad un mese dell’anno a venire, con il primo giorno di Natale del 26 Dicembre come simbolo di Gennaio, il secondo giorno o 27 Dicembre in rappresentanza di febbraio e così via, sino al 6 di Gennaio che rappresenta il Dicembre che deve ancora venire. La tradizione voleva che in molti uscivano nei dodici giorni del Natale  per osservare i segni della natura per poter divinare lo stato dell’anno a venire ed i presagi vissuti in ciascuno di questi giorni, indicavano la natura di ogni mese nel prossimo anno.

La divinazione attraverso gli oracoli della natura ha sicuramente una lunga e profonda tradizione nella cultura celtica esempio ancora oggi la tradizione gaelica scozzese del “firth” che è un augurio attraverso i segni della natura per portare pace, protezione, sicurezza e salvezza.

Ascoltare il cinguettio degli uccelli o osservarne il volo, era parte fondamentale della tradizione druidica, così come lo erano il movimento e il comportamento di altri animali.

Molti di questi auguri sono giunti nei secoli sino a noi come per esempio i piccoli libretti all’interno dei mazzi di tarocchi che semplificano la spiegazione dei vari simboli ( semi e lame), alcune persone ne fanno uso ed altre no ma la vera abilità è quella di leggere i segni in accordo con la vostra comprensione al momento e in relazione alla domanda che ha provocato il presagio in primo luogo.

Spesso se non si pone una domanda ben strutturata non si riesce a trarne un vero e corretto auspicio ed è difficile riuscire  divinare solo leggendo i segni che vengono pescati senza la domanda.

Chi segue un percorso di crescita magico-spirituale dovrebbe iniziare a vivere questi giorni senza la distrazione delle notizie propinate a forza in questi giorni, o annegati dalle offerte commerciali di questo Natale  per subito fare la corsa ai fatidici saldi ma qualunque siano le vostre convinzioni provate ad offrire l’opportunità di comprendere l’anno a venire attraverso i presagi delle dodici notti del Natale.

Aiutatevi durante una passeggiata nella natura, chiudete gli occhi ed ascoltate attentamente, oppure potete pescare un tarocco, una carta di qualsiasi oracolo, una runa oppure un ogham in ogni giorno per scoprire la natura dei mesi dell’anno a venire.

Non c’e’ un unico modo corretto ma solo attraverso l’interazione unica che avete tra il mondo visibile e quello invisibile ma altrettanto reale.

Non è un caso che nella tradizione italiana il 12 giorno o notte cada con l'Epifania e la Befana, la vecchia gentile che cavalca la scopa elargendo i doni, che oltre ad essere un sincretismo di divinità romane e nordiche ( Diana, frau Holle, Berctha) applicando la sua figura alla dodicesima notte va a rappresentare il Dicembre a venire, il mese dei doni e della rinascita della luce ma anche l’inizio dell’inverno, la morte e la fine dell’anno. Forse proprio per questi segni che in molte parti d’Italia si consumi l’usanza di bruciare la “vecchia” proprio in concomitanza del sei di Gennaio e la Befana non è altro che uno dei simboli del vecchio anno che vola via ed elargisce ugualmente i suoi doni lasciando un anno pieno di promesse.

Ossian 5 Gennaio 2019