Dic
29
2018

La ricerca del Magico

Scritto da Administrator Ultimo aggiornamento (29 Dicembre 2018)
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E’ difficile riuscire a identificare e svelare lo stato delle emozioni che mi accompagnano in questi giorni, vorrei tante cose e nessuna di esse.

Si dice che quando non desideri più oggetti ma persone accanto a te stai invecchiando, io aggiungo che si diventa sempre più saggi ed è meraviglioso questo cammino verso la consapevolezza e la saggezza.

 

 

La tradizione mi dice che nell’inverno ci chiudiamo nell’introspezione per rivalutare noi  stessi e poter crogiolare le nostre idee per una nuova manifestazione.

Sono giorni intensi e sfavillanti dove si rincorre il tempo per poter definire tutte le azioni che abbiamo prefissato di concludere in questo periodo solstiziale e di festività.

Non c’e’ nulla da fare è un momento particolarmente romantico ed aggiungo magico, quasi emozionante che inevitabilmente porta anche un po di tristezza.

Pur se siamo circondati da chiasso e frastuono, se sorridiamo a tutti e mille persone ti parlano e ti salutano, si è soli.

Mi chiedo spesso dove realmente la magia, che cosa per me la ricerca del magico.

Forse l’assidua necessità di meravigliarmi ancora del mondo.

Cerchiamo il magico nella lettura e nello studio di antichi saperi, tradizioni spesso morte e resuscitate che non sempre appagano l’esigenza dell’uomo moderno.

Forse un cerchio di mani e cuori che si incontrano nel silenzio assordante di una radura, mani che si stringono cercando di trasmettere e ricevere un flusso di energia o semplicemente un contatto umano.

Possiamo meravigliarci guardando l’alba  oppure un tramonto dalla nostra finestra perché non sempre la natura ci regala colori carichi  e saturi oppure siamo noi che non sempre siamo attenti a cioè che essa ci vuole comunicare.

Siamo poveri di tempo ma siamo poveri anche di umanità e io non so dove poter rifornirmi.

Forse la magia possiamo trovarla in un fuoco acceso in onore dei nostri spiriti antenati o per preservare la forza di coloro che custodiscono la nostra terra.

Raccogliamo i nostri legni sacri come percorso di sacrificio e diamo linfa vitale alle nostre idee, siamo noi stessi i portatori della luce della coscienza, forse ispirati da una divinità, forse ispirati da un istinto antico ed è probabile che li risieda la magia.

Altri cercano la magia nell’allestire un tavolo o di vestire a festa una pianta finta e morta ma come puoi meravigliarti in questo? Forse perché sono ritmi scanditi da nuovi rituali adattati a uomini stanchi di cercare la meraviglia.

Lo so, è difficile meravigliarsi in questa era fatta di comunicazione veloce, dove il nuovo diventa immediatamente vecchio e quindi bisogna produrre nuovamente qualche cosa che possa sostituire  e rimpiazzare un pensiero, un idea o un oggetto creato da meno di un battito di ali.

Non so se la magia si trova nelle luci artificiali di una città vestita a festa o in una semplice cucina di campagna con un camino acceso, probabilmente in entrambe mi direte.

Io dico solo dove c’e’ voglia di incontrarsi altrimenti rimangono due luoghi aridi allo stesso tempo.

Siamo tutti continuamente alla ricerca della nostra magia, la desideriamo e la plasmiamo nella nostra mente e non ci accontentiamo mai ma questo è l’uomo.

Abbracciare una persona è diventato quasi un fastidio o una debolezza, un gesto di vergogna, meglio apparire come esseri impavidi glaciali che sorridere alla propria vita, certo il problema è apparire più che essere.

Sono giorni in cui invoco di notte la magia del cambiamento perché trovo difficoltoso tutto questo mondo, non sono più un guerriero di luce, sono solo un cercatore di meraviglie che fatica nell’alimentare il magico che c’e’ nel proprio perimetro sentimentale.

Eppur sono vivo.

Quando non hai più bisogno di regali ma di persone forse stiamo invecchiando ed un po mi dispiace perché non vorrei mai soffocare il bambino che c’e’ in ognuno di noi, probabilmente è li che si cela ancora la piccola fiamma del magico mondo.

Sono sincero mi piace molto la fine dell’autunno l’inizio dell’inverno ma superate le porte del solstizio d’inverno vorrei egoisticamente tornare indietro, purtroppo o per fortuna sono un figlio del crepuscolo.

Comunque sia tra gioie improvvise e tristezze nel cuore, il nostro blu interiore, noi uomini e donne dei boschi e delle querce siamo sempre alla ricerca del magico ma non sempre sappiamo identificarlo al meglio.

Io per ora so che è nella serenità, ma la ricerca continua.


Ossian dicembre 2018