Dic
21
2016

Alban Arthan 2016, la luce attraverso le nostre crepe.

Scritto da Administrator Ultimo aggiornamento (21 Dicembre 2016)
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“ C’e’ una crepa in ogni cosa ed è da li che passa la luce”

Leonard Cohen

Non abbiamo più tempo, ho sentito che il regalo più prezioso da fare in questa epoca di grande consumismo sia il regalare il proprio tempo, e questo è molto toccante ma allo stesso tempo mi rattrista perché è l’evidenza che tutto intorno a noi stia correndo, facendoci perdere la percezione del tempo stesso.

Questo periodo dovrebbe permetterci invece di rallentare, si di rallentare, non solo per riposarci dalla frenesia della vita quotidiana ma anche per riappropriarci degli affetti e delle atmosfere che perdiamo di giorno in giorno.

Poter parlare  ed assaporare intensamente il calore  umano con i nostri figli e familiari è impagabile ed ogni minuto perso è irrecuperabile e con il tempo ci rimane solo il rimorso e la nostalgia.

La vita va vissuta a pieno senza rimandare nulla perché un giorno potrebbe essere troppo tardi e non recuperare nulla.

 

 

Il solstizio d’inverno è un momento di rinnovamento spirituale, contrassegnato come un periodo molto sacro per diverse religioni di tutto il mondo da millenni.

Molti tumuli e cerchi di pietra sono allineati con il solstizio d’inverno e questo ci spiega che già nel lontano passato, i nostri antenati del neolitico, vedevano questo periodo come momento sacro per il mondo degli spiriti che ancora una volta si avvicinava al nostro e probabilmente le anime dei defunti potevano ancora una volta ritrovare i viventi con la rinascita ed il rinnovamento insieme al Sole. Qualcosa di simile si può vedere anche nella morte e rinascita del Cristo e come tante altre divinità solari che nascono sempre nel periodo solstiziale.

Nella comunità druidica si ritiene che questa luce (Alban Arthan) sia quella dell’eroe Artù Pendragon che simbolicamente rinasce al solstizio per lottare nuovamente contro le forze del caos, altri la identificano con la costellazione dell’Orsa minore che è posizionata perfettamente al Nord riconnettendo lo spirito con l’essenza della Terra creatrice e distruttrice e altri hanno ancora diverse  credenze.

Raramente riusciamo a connetterci con l’essenza primordiale e “genuina” di questa festività, siamo distratti e frastornati dagli aspetti commerciali e troppo materiali insieme agli obblighi familiari che lasciano poco spazio alla contemplazione ed al rinnovamento del nostro spirito.

Eppure con un poco di attenzione possiamo ugualmente sforzarci nel ritagliare il nostro momento di rinnovamento del nostro io più intimo.

Provate se vi è possibile ad osservare il sorgere o il tramonto del sole in questo periodo, questo può essere visto come un tempo sacro fuori da tempo, momento per ritirarsi dalle richieste del mondo esteriore per dare maggiore attenzione a quello interiore.

Cercate di non perdere le abitudini tradizionali di addobbare le vostre case con simboli e piante del periodo solstiziale cercando di evitare i prodotti del commercio della plastica e non propriamente eco solidali, le cose più semplici come l’agrifoglio, i rami di pino o vischio vi collegheranno agli spiriti della natura che magicamente custodiranno le vostre magioni, come i racconti  dei miti della vostra terra.

Potrete anche semplicemente accendere ogni sera una  grande candela solstiziale che vi aiuterà a marcare la stagione e rafforzare la consapevolezza che, anche in questo periodo buio la luce ritorna sempre. Potete compiere questo gesto con una vostra preghiera personale oppure con questa seguente:

Signore del Sole che dai la vita e la luce nel mondo, benedici questo rinnovamento nella promessa del tuo ritorno nella prossima primavera. Che tu sia benedetto.

Ogni volta che accendete la candela fate tre bei profondi respiri e cercate di entrare in sintonia con la quiete di questo tempo. Meditate per alcuni minuti sulla fiamma di questa candela cercando di portare pace all’interno del vostro spirito centrandovi con la Terra e la rinascita del sole.

Lasciate bruciare la candela il più a lungo possibile, in un luogo sicuro e centrale della vostra casa per tutto il periodo delle festività solstiziali.

Ricordate in questo periodo chi è meno fortunato di noi, perché molto spesso siamo centrati esclusivamente su noi stessi e il materialismo schiacciante dei nostri acquisti natalizi, abbiamo la fortuna di vivere in una parte del mondo, forse, momentaneamente privilegiata a differenza di terre che non manifesteranno  feste gioiose ma urla di dolore, non dobbiamo essere completamente indifferenti, anche se la nostra mente vuole librarsi distante dalla sofferenza.

Consideriamo la possibilità di fare beneficenza e condividere la nostra magia con chi è distante dallo spirito del rinnovamento nella speranza di poter riscrivere il prossimo anno una conclusione più gioiosa perché quest’anno le notizie ricevute dal mondo mi hanno parecchio distolto dall’essenza dello spirito solstiziale e natalizio.

Ossian Dicembre 2016