Ott
28
2016

La Morte ed il Flusso

Scritto da Administrator Ultimo aggiornamento (28 Ottobre 2016)
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Sono sempre stato affascinato dalla stagione autunnale, dai suoi colori, dal suo tempo e dalla sua atmosfera sempre in confine tra il lugubre ed il romantico.

Le giornate nebbiose, leggermente uggiose ma contornate da caldi colori sono da sempre state il motivo trainante delle mie ispirazioni, forse perché è la stagione  che per prima ho vissuto dopo la mia nascita precisamente il diciotto Settembre, proprio alle porte dell’ Equinozio d’Autunno, che sia stato influente?

So solo che ancora oggi anche da neo pagano vivo con maggiore intensità le festività della parte oscura dell’anno, soprattutto il Samonios, un momento grande introspezione e che conduce il mio animo verso una profonda ricerca del magico e di connessione con la parte più spirituale inteso come collegamento con gli spiriti.


La vita non è stata sempre sorridente e solamente quando tocchi il confine del baratro, comprendi il grande valore della propria esistenza.

Ci sono sempre dure prove da superare nella vita e la fortuna in essa  non è altro che una cura palliativa ad un tumore che lentamente e nell’ombra ci consuma e ci distrugge, possono sembrare tremende e negative queste mie parole, ed altri penseranno il netto contrario preferendo una positività solare, un salto di gioia nell’immensità della vita ma in essa c’e’ anche l’anti vita, la morte che non rigenera nulla, che spegne la propria storia personale al mondo lasciando solo un struggente senso di nostalgia.

Eppure c’e’ chi crede in un ritorno, una metempsicosi verso una nuova esistenza, c’e’ chi si sofferma a guardare il flebile volteggio del cadere delle foglie d’autunno e del loro marcire invernale, poi osserva speranzoso il germoglio di primavera esultando al trionfo dell’estate piena di vita e così via in un continuo ciclo senza inizio e senza fine.

Ma non è questa una concezione antica? E’ realmente valida per l’uomo del terzo millennio?

Forse anche per queste domande dobbiamo rifugiarci nel mistero della fede?

Non è questione di fede ma del risultato della nostra ricerca personale e della nostra comunità.

Da neo druida e neo pagano cerco costantemente il mio “Graal”, che possa colmare il grande vuoto  che le religioni rivelate mi hanno lasciato in adolescenza e sono costantemente alla ricerca della conoscenza e saggezza ma non preconfezionata e pronta all’uso ma una successione di piccole esperienze che possano arricchire me e la mia comunità in modo genuino e soprattutto che diano frutti visibili e non buchi mentali.

Forse ci ritroviamo un po tutti in questa stagione a pensare al lato oscuro della nostra vita, alla morte e l’autunno ci insegna quanto è meraviglioso  lasciare andare via le cose dalla nostra vita come il cadere delle foglie che muoiono e poi ritornano rigenerate nella prossima estate.

Miranda Gray, autrice, guaritrice ed organizzatrice della benedizione mondiale del grembo, nei suoi studi riversi alle energie femminili e alla sua spiritualità, parla di come le donne siano collegate alla “madre” primordiale proprio attraverso una catena matriarcale delle proprie antenate e questa posizione non può che donare una solida base per attivare una profonda ricerca del se interiore attraverso la conoscenza dei propri antenati e tutto ciò manifesta un valore aggiunto ad uno dei principi basilari del Druidismo “onora gli antenati”.

Noi tutti siamo il risultato genetico di migliaia di antenati e come dinanzi ad un portale magico l’Autunno ci riporta sentori spirituali che non potremmo mai sentire in Primavera o in Estate, riceviamo echi e particolari vibrazioni nell’osservare il colore caldo degli alberi in trasformazione o dall’uggiosa bruma del crepuscolo e la nebbia notturna ci riporta spettrali sculture di esseri che vivono ancora attraverso il velo dell’esistenza e tutto ciò alimenta particolari emozioni che scorrono nella nostra acqua, nel nostro sangue ed il mio sangue confine acqua che ho bevuto nei vari luoghi del mondo ed essa contiene la vita e la morte di legioni di esseri che hanno lasciato le proprie emozioni.

Nel Druidismo  molti Druidi sono anche animisti credendo nel valore intrinseco di tutte le cose, qualunque sia la loro forma, nulla è più valido o vale di più di un’altra cosa, sono semplicemente  esistenti in varie forme che noi percepiamo durante la nostra vita, e questa visione del mondo incorpora l’atomo più piccolo insieme alla montagna più maestosa.

Siamo tutti fatti di energia, energia che è in continuo movimento e la Terra  canta questo movimento.

La magia di questi giorni è percepibile, tangibile e si manifesta sempre come energia che  smuove emozioni e sensazioni, che ci fanno pensare e sognare, che ci fanno emozionare.

Energia che scorre nel nostro corpo e nella nostra anima ma può morire l’energia?

Nulla si distrugge ma tutto si trasforma, l’energia  si muove  e non può essere distrutta e purtroppo oggi pensiamo troppo spesso alla morte come annientamento ma non può essere così.

Che cosa accade alle nostre anime quando moriamo?

Se crediamo nel concetto dell’anima ci troviamo dinanzi ad un grande mistero insoluto che alimenta la nostra ricerca spirituale.

Quello che ho sicuramente imparato è ciò che accade al nostro corpo fisico che morendo si decompone, si trasforma attraverso batteri ed altre creature e la forma fisica sarà restituita alla Terra come nutrimento che servirà ad alimentare delle piante, che rilasceranno ossigeno che verrà nuovamente respirato oppure si combinerà con dell’idrogeno per diventare acqua che verrà bevuta da migliaia di esseri.

Il corpo fisico si trasforma ma l’energia si muove, dalla tomba, alle piante, nell’aria, tra le nuvole, nell’acqua e dentro di me.

La morte non è l’annientamento ma solo un processo e l’anima segue questo processo.

Possiamo probabilmente definire tutto ciò nella reincarnazione, la natura del cambiamento e dobbiamo prendere ispirazione dal flusso della vita perché noi siamo il flusso stesso, il fiume, il vento, le linee di sangue dei nostri antenati, l’Awen.

Mi piace pensarla così, forse un giorno allevierà in parte la sofferenza al distacco e a lasciar andare via le cose.

Ossian